Universound: recensione di Moonlight Drive

Universound

Moonlight Drive

Overdub Recordings

4 febbraio 2022

genere: sonorizzazioni, soundtrack, psych blues, funk prog, jazz, etnica, R&B, jam session fusion, lounge

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

A distanza di quattro anni dall’esordio discografico con Elefunk, il team elettro-funk anconetano Universound manda alle stampe il suo secondo album intitolato Moonlight Drive, edito per Overdub Recordings, sotto la supervisione fonica del produttore beneventano Phil Liar (una vera e propria garanzia di qualità), e anticipato dall’uscita dei singoli Do It Again, Moonlight Drive e Spacetime.

In questa nuova prova autorale, il quintetto marchigiano – progetto nato nel 2016 e composto da Cecilia Rossini: voce, Davide Ballanti: chitarra, Gabriele Gelo Signorino: tastiere, Samuele Brunori: basso, Alessandro Della Lunga: batteria – continua ad alimentare e rimodellare una postura compositiva ormai collaudata, sfruttando le curve liberali della musica del passato, come strumento reazionario per poter evadere dal presente, per fuggire dalle difficoltà della vita reale, magari, perché no, indossando gli stessi occhiali virtuali che Ralph Finnies – aka Lenny Nero – utilizzava nel film Strange Days per aprirsi un insieme di visioni parallele, isolandosi dagli impulsi di un mondo, effimero e materiale, che divora tutto ciò che trova davanti a sé.

Le otto tracce di Moonlight Drive (cantate in inglese) racchiudono un ampio ventaglio di atmosfere intime, frenetiche, cariche di voglia di ripartenza, insieme a suoni “into the groove” che profumano di fragranze estive, di vacanze, quando quest’ultime si chiamavano ancora villeggiature: un viaggio a ritroso nel tempo, tra ciò che è visibile e ciò che non lo è, tra sogno e realtà, nelle deformazioni degli orologi molli e liquidi di Salvador Dalì, nella potenza simbolica raffigurata dalla fluida relatività di un concetto astratto come la percezione temporale, andando così a disegnare una sorta di ponte immaginifico tra il cielo notturno di Ancona e le stelle della Venice Beach di Jim Morrison.

Una commistione di ingredienti retrò mescolati a incursioni nella radiofonia easy listening contemporanea, in cui ogni elemento tematico è attaccato a una sorta di portachiavi universale, come raffigurato nell’artwork a cura di Gabriele Di Nunzio e Michele Bini: un’esperienza sensoriale attraverso la quale gli Universound spargono tutte le loro anime in più parti del globo terrestre, riuscendo a plasmare un pentagramma elastico e dinamico, a tratti spiazzante, su cui poter combinare tutte le conoscenze stilistiche a disposizione, in un costante accumulo di rilascio e tensione emozionale.

Si va dalla suadente freschezza di reminescenze soul sponda Motown (The Code) alle diavolerie wah-wah della psichedelia funk blues clintoniana (Lockdown Groove), dalle sonorizzazioni cinematiche dei party-time alla Isaac Hayes (Spacetime) ai giochi di poliritmie prog jazzate e alle movenze composte e stilose di sofisticate ballad lounge R&B (Gift, The Greeting, Beyond The Sky), fino a coinvolgere incalzanti contaminazioni dance-funk alla Nile Rodgers e linee di basso rotonde, balzellanti e scoppiettanti (Moonlight Drive, Do It Again), convogliando il tutto all’interno di una raffinata, eccentrica ed esuberante jam session dalla vena eclettica e sentimentale.

Da Moonlight Drive traspare, dunque, sia quel desiderio di scrollarsi di dosso quei timori ormai stantii che appartengono alla quotidianità, sia una concreta voglia di riscatto – soprattutto se pensiamo all’ultimo biennio segnato dalle conseguenze dovute alla pandemia – cercando di riconquistare un proprio equilibrio interiore, per poi riflettersi all’esterno con una luce completamente nuova. Il fatto è che, troppo spesso, il mondo reale ci rende tristi, depressi, e così, a volte, sogni e ricordi sono tutto ciò che abbiamo, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, come direbbe il compianto Adrian Borland nella sua Inbetween Dreams.

facebook/universound.music

Membri della band:

Cecilia Rossini: voce

Davide Ballanti: chitarra

Gabriele Gelo Signorino: tastiere

Samuele Brunori: basso

Alessandro Della Lunga: batteria

Tracklist:

1. Do It Again

2. Spacetime

3. Gift

4. Lockdown Groove

5. Moonlight Drive

6. The Code

7. The Greeting (My Freedom)

8. Beyond The Sky

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