Viadellironia: recensione di Le Radici Sul Soffitto

Viadellironia

Le Radici Sul Soffitto

Hukapan

20 novembre 2020

genere: rock d’autore, soul, funk

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Recensione a cura di Chiara Profili

In Penny Lane c’erano un barbiere, un vigile del fuoco e un banchiere che non indossava mai l’impermeabile, neanche sotto la pioggia; bambini che scherzavano, gente che salutava cordialmente, profumo di fish and chips e un’atmosfera di vivace quotidianità.

La metafora di una vita che ormai ci siamo lasciati alle spalle.

In Viadellironia troviamo, infatti, una situazione opposta: un mondo decadente e inospitale in cui ci si sente soli e annoiati, anche in una città come Milano. L’alienazione da ciò che ci circonda è insieme problema e soluzione e si pone come fil rouge in questo primo disco della band lombarda Viadellironia, intitolato Le Radici sul Soffitto.

L’album è uscito il 20 Novembre scorso per Hukapan, anticipato dal singolo Ho la Febbre, che vanta la collaborazione di Stefano ‘Edda’ Rampoldi, un artista molto stimato dalle quattro giovani musiciste, che avevano già coverizzato un suo brano, Zigulì.

La produzione di questo lavoro di dieci tracce è opera di un altro nome noto del panorama musicale italiano, ovvero quello di Cesareo, chitarrista degli Elio e Le Storie Tese, a cui va il merito di aver scoperto e valorizzato questo quartetto davvero talentuoso.

Lo stile compositivo che pervade le varie tracce di Le Radici sul Soffitto è variegato, ma allo stesso tempo riconoscibile, caratterizzato dall’espressiva voce della frontwoman Maria Mirani, che interpreta con convinzione dei testi per nulla scontati, che ricordano la complessità del Morgan solista.

Proprio come Morgan nel suo Canzoni dell’Appartamento, le Viadellironia ci accolgono nella loro abitazione, arredata con un gusto che definirei shabby chic, ovvero raffinato e dal fascino vissuto.

Tra le stanze di quest’album troviamo bei pezzi di rock d’autore, decorati da sfumature che vanno dal funk al soul, passando addirittura per tonalità reggae (Architetto, ove segnalo il prezioso e non casuale contributo di Mangoni) e sonorità che ricordano i Dire Straits (Simile a un morente).

Nel complesso, le Viadellironia hanno confezionato un buonissimo disco d’esordio, ben suonato, con liriche interessanti, ritmiche vivaci e melodie accattivanti.

Tracklist:

  • Bernhardt
  • Le radici sul soffitto
  • Ho la febbre
  • La Mia Stanza
  • Canzone introduttiva
  • Come vene del marmo
  • Stampe giapponesi
  • Architetto
  • Simile a un morente
  • Figli della storia

Le Viadellironia sono:

Maria Mirani, Giada Lembo, Greta Frera e Marialaura Savoldi.

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