Giorgio Gaber

‘La Parola Io’ – Giorgio Gaber

La parola io

è un’idea che si fa strada a poco a poco

nel bambino suona dolce come un’eco

è una spinta per tentare i primi passi

verso un’intima certezza di se stessi.

La parola io

con il tempo assume

un tono più preciso

qualche volta rischia

di esser fastidioso

ma è anche il segno

di una logica infantile

è un peccato ricorrente ma veniale.

Io, io, io

ancora io.

Ma il vizio dell’adolescente

non si cancella con l’età

e negli adulti stranamente

diventa più allarmante e cresce.

La parola io

è uno strano grido

che nasconde invano

la paura di non essere nessuno

è un bisogno esagerato

e un po’ morboso

è l’immagine struggente del Narciso.

Io, io, io

e ancora io.

Io che non sono nato

per restare per sempre

confuso nell’anonimato

io mi faccio avanti

non sopporto l’idea di sentirmi

un numero fra tanti

ogni giorno mi espando

io posso essere il centro del mondo.

Io sono sempre presente

son disposto a qualsiasi bassezza

per sentirmi importante

devo fare presto

esaltato da questa mania

di affermarmi ad ogni costo

mi inflaziono, mi svendo

io voglio essere il centro del mondo.

Io non rispetto nessuno

se mi serve posso anche far finta

di essere buono

devo dominare

sono un essere senza ideali

assetato di potere

sono io che comando

io devo essere il centro del mondo.

Io vanitoso, presuntuoso

esibizionista, borioso, tronfio

io superbo, megalomane, sbruffone

avido e invadente

disgustoso, arrogante, prepotente

io, soltanto io

ovunque io.

La parola io

questo dolce monosillabo innocente

è fatale che diventi dilagante

nella logica del mondo occidentale

forse è l’ultimo peccato originale.

Io.

Montemagno di Camaiore, 1°gennaio 2003.

Muore Giorgio Gaber, nome d’arte di Giorgio Gaberščik, cantautore, commediografo, regista teatrale, attore teatrale e cinematografico italiano tra i più influenti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra.

Sapeva come dire le cose in modo garbato, con poesia ed ironia, ma le sue parole erano chiare e pesanti. Ancora oggi i suoi testi rimangono attuali e indimenticabili.

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