Quentin Tarantino

27 marzo 1963.

Nasce a Knoxville, Quentin Tarantino, regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense.

Debutta come regista all’inizio degli anni ’90, raggiungendo il successo da parte della critica con il film ‘Le Iene’. Ma è con ‘Pulp Fiction’ che raggiunge la consacrazione internazionale.

“A diciannove anni fui assunto in un videonoleggio a Manhattan Beach, Los Angeles. Dapprima ero cliente.

Mi fermavo intere serate a parlare con il proprietario, grande cinefilo. In ‘Hateful Eight’ ho dato il suo nome allo sceriffo morto di Red Rock.

Aveva tutti i generi, i classici, le opere straniere. Impressionato dalla mia competenza mi ha dato un lavoro e mi ha salvato. Era un momentaccio, per me. Non sapevo cosa fare della mia vita. Guadagnavo poco, ma quando sei giovane non è importante.

Quello è diventato il mio paradiso”.

(Quentin Tarantino)

Erano gli anni ’90, il popolo rock stava vivendo la rivoluzione della moda grunge, capitanata dai Nirvana, ed il ritorno della Brit Pop, trainata da Oasis e Blur, mentre sul piccolo schermo spopolavano i protagonisti della serie adolescenziale ‘Beverly Hills 90210’ ed il mondo del cinema veniva travolto dall’uragano “pulp” di Quentin Tarantino.

Capolavoro inarrivabile di Quentin Tarantino, ‘Pulp Fiction’ è un gioiello di cinema postmoderno, un cult indimenticabile capace di rilanciare la stella di John Travolta e far sorgere definitivamente quella di Uma Thurman, a fianco di attori del calibro di Samuel L. Jackson, Tim Roth e Bruce Willis.

La colonna sonora del film non è solamente un sottofondo, messo lì a rimarcare le sensazioni del film, ma è parte integrante della pellicola e del suo successo, e rispecchia i gusti musicali di Tarantino.

‘Music From the Motion Picture Pulp Fiction’ raccoglie i momenti salienti del film e ne offre una rilettura in chiave sonora. Ogni traccia agisce da collante tra lo spirito di una California che non esiste più e quella di ‘Pulp Fiction’, decadente e noir, terreno fertile per le surreali e depravate storie di malavita raccontate da Tarantino.

La particolarità della colonna sonora è la presenza di alcuni dialoghi estratti dal film tra un brano ed un altro; questo riesce a ricreare la violenza, lo humor, lo stile ed il non-sense del film in maniera brillante, concentrandosi sulla musica surf e aggiungendo alcuni classici del funk, del blues e del rock and roll statunitense come ‘Jungle Boogie’ dei Kool & the Gang, ‘Let’s Stay Together’ di Al Green e ‘You Never Can Tell’ di Chuck Berry.

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