Cannibali Commestibili: recensione di Dio Sta Invecchiando Male

Cannibali Commestibili

Dio Sta Invecchiando Male

Overdub Recordings

03 novembre 2023

genere: heavy rock, heavy blues, garage rock, disco rock

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’album d’esordio omonimo, e in virtù del premio vinto con il terzo posto all’edizione 2021 del contest di UploadSounds, il power trio Cannibali Commestibili torna sulle scene dell’underground community con il sophomore album intitolato Dio Sta Invecchiando Male, edito per Overdub Recordings e anticipato dall’uscita dall’omonimo singolo.

Resistendo all’idea di rassegnarsi a una società devastata dal capitalismo e dominata da edonismo virtuale e cultura consumistica, la band trentina – composta da Maurizio Togn alla voce e batteria, Daniel Nardon alla chitarra e Paolo Murari al basso – prova a immergersi nella giungla digitale e iperconnessa della contemporaneità, nel tentativo di interpretare quelle che sono le derive patologiche del presente e, in generale, lo stato di disorientamento e confusione di un mondo in hangover (“figli di un dio in hangover”), alle prese con un post sbornia causato da tutti gli eccessi accumulati in passato.

Così, i tre Cannibali Commestibili, come fossero altrettanti Winston Smith che provano a rifugiarsi nelle aperte campagne per eludere il controllo oppressivo del regime totalitario, decidono di allontanarsi dalla città e di ritrovarsi nella foresta in cui è germogliato il loro sodalizio artistico, per alimentare nuovamente la fiamma vibrante della curiosità, dell’ispirazione, sottoponendo un’analisi critica nei confronti di un’umanità sempre più grottesca, individualista, avida e infarcita di fake news, reality ed emozioni on demand: in pratica, i princìpi fondamentali su cui poggiano le strategie di propaganda delle religioni monoteiste.

Le sei tracce di Dio Sta Invecchiando Male, nella tensione umorale tra dissenso e disillusione, e nella più che funzionale sinergia tra sonorità di radice anglofona e liriche in italiano, definiscono quella che è l’identità stilistica dei Cannibali Commestibili; una libertà espressiva che trova la sua valvola di sfogo nell’esternazione di un sound heavy e compatto, alternando sfuriate hard rock (Dio Sta Invecchiando Male) a grasse ritmiche heavy blues (Scimmie, Cimice, Vodka Economica), attraverso sonorità adrenaliniche e refrain accattivanti che riconducono a influenze seminali degli anni 90: dalla scuola garage-stoner statunitense all’onda derivativa dell’alternative rock tricolore, passando per upbeat disco rock.

Sotto l’aspetto tematico, quello dei Cannibali Commestibili è un chiaro invito a smettere di pensare che in fondo tutto dipenda dagli altri, e che tutto ruoti intorno al luogo comune del mondo che deve cambiare, come se il mondo fosse un’entità estranea alla nostra volontà (“dai la colpa alla vanità, senti che inizia ad arrugginire, dal la colpa a te”). La società sta invecchiando male, il nostro dio sta invecchiando male, noi tutti stiamo invecchiando male. Globalizzazione, frenesie quotidiane e dipendenza tecnologica hanno contribuito, gradualmente, a quella che è in generale la siccità etica ed empatica dei nostri giorni; circostanze che con il tempo ci hanno reso sempre più intolleranti, violenti, e quindi incapaci di accogliere le diversità e la benché minima pluralità di visioni.

Con Dio Sta Invecchiando Male, i Cannibali Commestibili cercano di osservare a debita distanza, e con la giusta dose di cinismo, gli scenari di guerra trasmessi dai telegiornali, le strumentalizzazioni e le controversie messe in atto dai rappresentanti della politica, l’ipocrisia dialettica e l’affaticamento cognitivo che arriva direttamente dal pulpito sedentario delle nostre comfort zone a forma di divano, la bulimia di informazioni sempre più fuorvianti condivise dai social media, l’indifferenza verso ciò che ci accade mentre siamo piegati sugli schermi dei nostri smartphone, il menefreghismo educativo nei confronti delle nuove generazioni e tutte quelle dinamiche virtuali che hanno ormai invaso e involuto la qualità dei rapporti interpersonali.

Pertanto, viene da chiedersi: com’è possibile sfuggire alla cultura che noi stessi abbiamo creato? Condannati a ripetere i medesimi errori e condizionati dalla nostra stessa natura, così complicata, instabile e imprevedibile, ci ritroviamo a danzare sulle conseguenze delle nostre scelte emozionali. Siamo “scimmie da discarica” la cui unica eredità per il futuro è il prezzo del retaggio, insieme agli “avanzi amari delle vite dei nostri padri”.

facebook/cannibalicommestibili

Membri della band:

Maurizio Togn, voce e batteria

Daniel Nardon, chitarra

Paolo Murari, basso

Tracklist:

1. Scimmie 2. Dio Sta Invecchiando Male 3. Cimice 4. Vodka Economica 5. Ballerine Splatter 6. Il Finale

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