Jon Lord: Deep Purple

Londra, 16 Luglio 2012.
Muore Jon Lord, storico tastierista e fondatore dei Deep Purple, membro anche degli Whitesnake di David Coverdale.

Jon Lord è considerato dei più grandi innovatori nel modo di suonare l’organo Hammond (amplificato Marshall) della scena rock di tutti i tempi.
L’organo di Jon Lord è stato fondamentale per il successo dei Deep Purple. Un’affermazione che spazia tra humour e realtà.

Però, nella vita bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, ed in questo caso specifico, il nostro Cesare si chiama Zdenek Spicka.
Zdenek Spicka è la persona che, indirettamente, ha regalato al mondo uno dei riff più famosi della storia del rock, grazie a cui intere generazioni di chitarristi hanno mosso i primi passi e preso confidenza con la chitarra.

Era il 4 dicembre del 1971, ed il buon Zdenek decide di andare a sentire Frank Zappa al Casinò di Montreux.
La storia (o leggenda?) ci racconta che, durante l’esecuzione di King Kong, quel vecchio volpone di Spicka pensò bene di celebrare la sua gioia sparando in aria con una pistola lanciarazzi.

Ve lo ricordate il pezzo della strofa che fa “some stupid with a flare gun“?
Eh già, proprio il caro e vecchio Zdenek.
Qualcuno direbbe: “Sì è dato la Zappa sui piedi da solo“.
Fatto sta che il soffitto del Casinò di Montreux, fatto quasi esclusivamente di tendaggi e legno, prese fuoco in un attimo.
Ne venne fuori un rogo enorme con fiamme altissime ed un’imponente colonna di fumo a sovrastare il lago di Ginevra.

Il Casinò venne completamente distrutto (ci vollero quattro anni per ricostruirlo), Frank Zappa perse tutta la sua strumentazione, ma, incredibilmente, nessuno si ferì in maniera grave e nessuno perse la vita.

Quella sera, nei pressi del Casinò c’erano anche i Deep Purple: si trovano a Montreux per lavorare, nel Rolling Stones Mobile Studio, a quello che sarebbe diventato il loro nuovo album, Machine Head.

È proprio da quell’incendio che nacque Smoke on the Water, una delle canzoni più famose della storia del rock, con un riff talmente accattivante e semplice da spingere tanti giovani neo-chitarristi a prendere in mano lo strumento e ad iniziare a suonare.

Sappiamo che il titolo del pezzo è da attribuire ad un sogno fatto da Roger Glover, bassista dei Deep Purple, qualche notte dopo l’incendio; sappiamo che il riff è, ovviamente, figlio legittimo di Ritchie Blackmore, mentre nessuno sa che fine abbia fatto Zdenek Spicka.

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