Slash: 23 Luglio 1965

Hampstead, 23 Luglio 1965.

Nasce Slash, pseudonimo di Saul Hudson.

Padre inglese, art director per una casa discografica, e madre afroamericana, stilista di molte celebrità musicali come i Beatles e David Bowie, Slash trascorre la sua infanzia coi genitori in Inghilterra, per poi trasferirsi a Los Angeles all’età di 11 anni.

Parafrasando gli Eagles, che proprio in quell’anno uscivano con il loro più grande successo, Slash farà il check in all’Hotel California nel 1976, dove muoverà i suoi primi passi nel mondo del rock, calpestando quell’Hollywood Boulevard su cui, anni dopo, ci sarà anche la sua stella.

Nel 1981 conoscerà Steven Adler, col quale fonderà la sua prima band, i Tidus Sloan, ai quali si aggregherà per un breve periodo anche Duff McKagan. Sarà proprio Duff a suggerire ad Axl Rose e Izzy Stradlin i nomi di Adler e Slash, rispettivamente come batterista e chitarrista dei nascenti Guns N’ Roses; è il 1986.

Il resto della storia lo conosciamo: il successo di Appetite for Destruction, gli eccessi e le droghe, il lunghissimo tour degli Use Your Illusion e l’uscita dal gruppo con la conseguente carriera solista, fino alla reunion con i Guns nel 2016 per il Not in This Lifetime Tour.

Slash è uno di quei musicisti controversi, che divide gli ascoltatori fra chi lo ama e chi lo ritiene sopravvalutato.

Obiettivamente è innegabile che ci siano

chitarristi tecnicamente più dotati, più veloci, più precisi, ma a livello comunicativo, Slash ha ben pochi rivali. Lo stile che ha tirato fuori da Appetite for Destruction è unico e immediatamente riconoscibile, il suono della sua Gibson Les Paul dovrebbe essere patrimonio dell’umanità e a livello compositivo il sig. Hudson ha sfornato alcuni fra i più bei riff di chitarra della storia del rock, per non parlare degli assoli di November Rain o Sweet Child O’ Mine, solo per citarne un paio.

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Nel 2007, Slash pubblica la sua autobiografia, di cui consigliamo la lettura, nella quale racconta di come sia arrivato al successo, ma anche dei problemi con alcol e droghe che hanno reso necessario, all’età di 35 anni, l’impianto di un pacemaker e di come poi si sia disintossicato da tutto, tranne che dalla musica.

D’altronde, il sottotitolo sulla copertina del libro è piuttosto eloquente: “It seems excessive… but that doesn’t mean it didn’t happen”. (“Pare eccessivo… ma non significa che non sia successo”).

Della sua carriera solista sono sicuramente apprezzabili il periodo dei Velvet Revolver e i dischi incisi con Myles Kennedy, ma il posto di Slash è accanto ad Axl. Il mix esplosivo dei due talenti è ciò che ha reso la band immortale.

Se è vero che i Guns N’ Roses hanno continuato ad esistere con questo nome anche con il solo Axl come membro della formazione originale, è pur vero che non ci sono e non ci sarebbero stati Guns senza Slash. Anche su questo argomento ci sarà chi potrà dissentire, ma i numeri parlano da soli. Il tour della reunion ha fruttato alla band quasi mezzo miliardo di dollari. Pensate sarebbe stato lo stesso senza Slash? Avrebbe avuto la stessa risonanza mediatica e lo stesso quantitativo di biglietti venduti? Io non credo.

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