Captain Beefheart

Arcata, 17 dicembre 2010.
Muore Don Van Vliet, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Captain Beefheart, pittore e cantante, nonché amico e collaboratore di Frank Zappa.
Tra la metà degli anni Sessanta ed i primi anni Settanta, la musica rock ha sviluppato diversi sottogeneri; si è mescolata con la musica popolare creando il folk rock, con il blues per creare blues-rock e con il jazz per creare la fusion.
Nel sottosuolo discografico americano, negli anni ’60, nacquero alcuni tra i più grandi esponenti del rock, come Captain Beefheart e Frank Zappa, due freak, che modificarono il rock fino a renderlo una musica universale.
Captain Beefheart, soprattutto nel suo capolavoro ‘Trout Mask Replica’, non teneva conto dell’armonia e delle regole convenzionali che caratterizzavano allora la musica, tanto che alcuni suoi brani erano privi di un ritmo definito, altri stonati, e la sua voce sembrava addirittura grottesca; Frank Zappa miscelò tutti i generi musicali inventati nel ventesimo secolo: jazz, rock, blues, elettronica, il tutto influenzato a volte dal suo amico Captain Beefheart.
Captain Beefheart, con la sua musica, influenzata da blues e jazz, ha aperto le porte al rock sperimentale statunitense, talmente sperimentale che, ancora oggi, rimane spesso incompreso.
Il suo ‘Trout Mask Replica’ è presente in tutte le liste dei migliori album della storia del rock, anche se, a mio umile avviso, il suo miglior disco rimane ‘Safe As Milk’. Due dischi da collezione.

“Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l’ho presa non bisogna pagare per averla”. (Don Van Vliet)

Lo storico ateniese Tucidide, nel 460 a.C., diceva che “per capire il presente bisogna conoscere il passato”.
Ma Captain Beefheart era già proiettato nel futuro.

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