Chemical Resistance: recensione di My Low Heart

Chemical Resistance

My Low Heart

Taxi Driver Records

25 novembre 2019

genere: darkwave, ambient, doom

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Ci troviamo in primavera inoltrata, la natura ha ripreso a fiorire e le giornate si allungano; ecco, non esattamente il contesto in cui ci catapulta My Low Hearth, EP del progetto Chemical Resistance, più precisamente duo dei polistrumentisti Cristiano Bocci e Adriano Magliocco.

La coppia ha infatti dato alla luce un lavoro definito dalla stessa label come dark-ambient, etichetta che si rivela azzeccata in quanto l’ascoltatore viene portato in un ambiente freddo, scuro e cupo. Insomma, non esattamente qualcosa che sia vagamente associabile al periodo di uscita di questa recensione.

Ma volendo entrare nel vivo di questo fine lavoro, troviamo ad accoglierci Down, intro dai toni tanto solenni quanto desolati, una traccia che potrebbe fare da soundtrack del trailer di un film post-apocalittico, sicuramente un’ottimo apripista. A seguire il duo ci propone subito la traccia più lunga del disco, ovvero Quiet Landscape, un vero e proprio viaggio di undici minuti all’interno di un baratro assordante e claustrofobico, con un lavoro di effettistica magistrale a rendere il tutto più angosciante e ad offrire una esperienza di ascolto completa.

Le influenze doom vanno qui a mischiarsi con quelle tipiche del black metal scandinavo, il tutto servito su una cupa base ambient. Su Requiem ci viene riproposta un’intro dalle tinte angoscianti e ancora più claustrofobiche, complice un’influenza ancora più massiccia dell’elettronica e un cantato sofferto le cui linee melodiche ricordano
vagamente il mondo della musica orientale.

Sulla title track il climax si fa ancora più ascendente, al suo interno possiamo trovare influenze che vanno dai Darkthrone ai più recenti lavori del progetto Burzum. In chiusura troviamo Down, un altro viaggio di oltre otto minuti che riprende alcune parti l dell’omonima opener e tutti gli spunti ed influenze ascoltati fino a questo momento, andandoli a mixare perfettamente con il risultato che ci si trova di fronte ad un brano squisitamente vario, forse il migliore del disco.

Certamente, l’opera nella sua interezza non è certamente un prodotto immediato e di agile accessibilità, chiunque sia intenzionato ad approcciarlo dovrà prepararsi mentalmente ad una apnea sonora di oltre mezz’ora per poterne assaporare ogni piccolo dettaglio.

Il duo, in sintesi, ci ha dato la dimostrazione di sapere ciò che fa e di farlo molto bene, con risultati che, pur trattandosi di un progetto che sicuramente non può pensare, almeno
allo stato attuale della musica, di riempire le arene, possono definirsi eccellenti.

Andrea Macao

Formazione:

Cristiano Bocci: synth, double-bass, effects, eletronics, sonic treatments

Adriano Magliocco: electric guitars, fretless bass, effects, effects on voice

Clizia Miglianti (special guest): voce in Requiem

Tracklist:

1. Down (intro)

2. Quiet Landscape

3. Requiem

4. My Low Heart

5. Down

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