Eddie Vedder: recensione di Earthling

Eddie Vedder

Earthling

11 Febbraio 2022

Island Records, Universal Music

Genere: pop rock, folk rock, AOR, hard rock, classic rock

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Recensione a cura di Chiara Profili

A distanza di 11 anni dal suo ultimo full length solista e anticipato dai singoli Long Way e Brother the Cloud, Eddie Vedder pubblica Earthling, il suo terzo lavoro in studio senza i Pearl Jam (il quarto se si considera anche l’EP Matter of Time del 2020).

Con la produzione di Andrew Watt, già collaboratore di Ozzy Osbourne in Ordinary Man e di moltissimi altri artisti tra cui lo stesso Elton John, presente in questo disco, Eddie Vedder mette insieme un notevole parterre di artisti e amici per celebrare oltre trent’anni di carriera, che lo hanno visto passare dal grunge delle origini, alla maturità artistica attuale, passando per la dolce malinconia dell’ukulele e mantenendo, come punto fermo, la sua inconfondibile timbrica vocale.

Servendosi del chitarrista ex Red Hot Chili Peppers Josh Klinghoffer e del sosia di Will Ferrell, Chad Smith, non solo nel ruolo di turnisti, ma anche in quello di coautori, Edward Louis Severson III esprime se stesso e la sua cifra stilistica in 13 tracce dalla consistenza eterogenea e dal gusto variegato.

Il nostro lavoro non è fare dischi che piacciano alla gente. Il nostro lavoro è creare la musica che ci rende orgogliosi”. In questa dichiarazione, rilasciata nel corso di un’intervista al New York Times Magazine, Vedder spiega come questo disco sia il frutto di un lavoro appassionato, seppur distante dalle mode del momento. Il risultato è un prodotto di indubbia qualità, con buona pace degli intransigenti fanatici della prima ora, che racchiude al suo interno il presente e il passato del leader dei Pearl Jam; questi due periodi temporali, condensati in una miscellanea di stili e sonorità, compongono in un quadro nitido l’essenza dell’autore.

Per partire dalle origini genetiche di Eddie Vedder, dobbiamo proiettarci verso la fine del disco: in On My Way è presente la voce di suo padre, Edward Louis Severson Junior, in un pezzo che comincia con uno stile alla Frank Sinatra per poi trasformarsi in un riassunto di Earthling, con citazioni prese da altre tracce.

Took the long way” fa chiaramente riferimento al primo singolo estratto, che ha anticipato di qualche mese l’album, ovvero Long Way, brano nel quale il folk dei Fleetwood Mac si fonde con quello di Tom Petty and the Heartbreakers in un chiaro omaggio a quest’ultimo, con la partecipazione speciale di Benmont Tench, tastierista e cofondatore proprio degli Heartbreakers.

Not got half of what we got” riprende il testo della struggente ballad The Haves, scritta sull’onda emozionale data dalla visione di due senzatetto che passeggiavano, tenendosi per mano, in riva al mare.

Infine, “Can you hear it’s Echo Victor? When we love… invincible“, con la metafora aeronautica dove Echo Victor sta per Eddie Vedder, ci riporta alla traccia di apertura del disco, Invincible. Un balzo all’indietro, ma anche un cerchio che si chiude.

All’interno di questo cerchio, tra i brani non citati in On My Way, spicca l’irresistibile folk punk di Try, una canzone che dovrebbe far ricredere anche i più astiosi detrattori dell’Eddie Vedder contemporaneo, impreziosita dall’armonica suonata magistralmente da Stevie Wonder. Troviamo poi Picture, duetto con Sir Elton John, nel quale la presenza di quest’ultimo sovrasta un po’ quella di Vedder: una classica canzone alla Elton John, divertente, ma non memorabile.

Le sonorità più vicine allo stile dei Pearl Jam degli ultimi anni, ma non solo, le possiamo apprezzare in Good And Evil, Rose Of Jericho (che tratta il tema dei cambiamenti climatici) e Power Of Right, mentre The Dark evoca fortemente lo spirito di Bruce Springsteen, altra grande fonte d’ispirazione per Vedder. In Fallout Today si sente, invece, il bagaglio che Josh Klinghoffer si è portato dietro dalla sua esperienza con i Red Hot Chili Peppers, specialmente per quanto riguarda i cori, ma spicca anche l’assolo di chitarra di rimando Oasis.

Brother the Cloud, secondo singolo estratto, è un accorato grido di disperazione, dovuto alla perdita di un amico; c’è chi ha subito pensato potesse trattarsi di Chris Cornell, tuttavia la moglie di Vedder ha dichiarato, sui social, che il brano dovrebbe essere invece dedicato al fratellastro del marito, morto proprio tra le “nuvole”, durante un’arrampicata.

Infine, qualche parola in più va spesa per Mrs. Mills, pezzo dalle atmosfere fortemente beatlesiane, che vede alla batteria proprio l’ex Beatle Ringo Starr e che, in una poetica personificazione dello strumento musicale, non è altro che una dichiarazione d’amore alla famosa Mrs.Mills. No, non è la stessa Mills che spennò McCartney nel turbolento e milionario divorzio, bensì il noto pianoforte degli Apple Studios, usato anche dagli stessi Beatles in brani come Penny Lane e Lady Madonna, che prese il nome dalla pianista inglese Gladys Mills, attiva soprattutto negli anni ’60 e che condivise lo studio di registrazione col quartetto di Liverpool.

I riferimenti al passato, come abbiamo visto, permeano l’album, ma il passato non è altro che un insieme di tasselli che formano il puzzle del presente. Tra questi tasselli troviamo le passioni, le influenze, le perdite, l’amicizia, la famiglia. Nel presente di Eddie Vedder ci sono le sue figlie, Harper e Olivia, scelte come coriste per, rispettivamente, Long Way e Try, e c’è un uomo di 58 anni che ha fatto tesoro delle sue esperienze, rielaborandole in questo tributo al classic rock, e al quale sarebbe stupido chiedere di comporre pezzi alla Ten, come se non fossero passati tre decenni.

Sarebbe da ottusi pensare che, nella nostra condizione di terrestri, strettamente legata alla rivoluzione del nostro pianeta intorno al Sole ed al conseguente susseguirsi degli anni, il tempo non abbia un ruolo fondamentale nella plasmazione degli individui e questo Eddie Vedder lo sa. Non cerca di essere qualcosa che è stato, ma che ormai, giocoforza, non è più. Il passato, la storia, servono a comprendere il presente, ma non si può sfuggire alla linea del tempo.

TRACKLIST


Invincible
Power of Right
Long Way
Brother the Cloud
Fallout Today
The Dark
The Haves
Good and Evil
Rose of Jericho
Try
Picture
Mrs. Mills
On My Way

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