Taured: recensione di Taured

Taured

Taured

autoproduzione

31 ottobre 2020

genere: instrumental post-rock, psych, doom, heavy rock

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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Il collettivo post-rock varesino Taured (progetto strumentale nato nell’autunno del 2018) fa il suo esordio discografico pubblicando l’album omonimo e autoprodotto (31 ottobre 2020), con l’intenzione di intrecciare sonorità psichedeliche, doom, progressive e post-rock e passione per filmografia e letteratura sci-fi.

L’opera prima dei Taured amplifica gli echi ossessionanti del passato ed esplora i misteri irrisolti del presente, a metà tra divulgazione scientifica e scetticismo agnostico.

Una simbiosi emotiva che gioca sull’affascinante filo concettuale del mistero e che trova il suo zeitgeist all’interno di una sceneggiatura strumentale racchiusa in sei episodi ai confini della realtà, inspiegabili ed inquietanti.

Rallentando ed accelerando il proprio metabolismo sonico, i Taured costruiscono un’esplorazione sperimentale che mescola le suggestive atmosfere di X-Files, le linee cosmiche (quasi sinistre) di Space dei Calibro 35 e la fumettistica bonelliana del detective dell’impossibile Martin Mystère.

I “quattro uomini di Taured” raccolgono una storia inspiegabile per ognuno dei continenti terrestri: dall’Antartide (Lake Vostok) all’America di Nikola Tesla (Werdenclyffe – Tunguska), attraversando l’Oceania (Monolith), la culla del mondo chiamata Africa (Fairies Circles), per giungere infine al vecchio continente europeo (The Strange Case Of Pier Fortunato Zanfretta).

L’uomo di Taured, a volte indicato come il Mistero di Taured, racconta la storia di un uomo arrivato all’aeroporto di Tokyo da un paese inesistente chiamato Taured. Un giorno dopo il suo arrivo, quell’uomo scompare per sempre, nel nulla. Con lui, scompaiono tutti i suoi documenti personali, rendendo, così, questa strana storia irrisolvibile. Sebbene non sia possibile stabilire se si tratti di un fatto realmente accaduto o di una invenzione letteraria.

Taured è un viaggio in cui la componente visiva (e visionaria) è parte integrante dell’imponente mole sonora: un trip itinerante ed elettrizzante, come raffigurato esplicitamente nel suggestivo artwork di Jessica Rassi, che ci trascina in stazioni esoteriche e in quei luoghi confinati nel fantastico che portano ad Atlantide, ai Cavalieri Templari, alla Biblioteca di Babele e all’Isola Che Non C’è.

Quali furono le cause dell’esplosione che nel 1908 distrusse il bacino della Tunguska? Chi ha costruito Stonehenge? Esiste una società segreta che decide le sorti dell’umanità? Quali erano i poteri del Santo Graal? Gli UFO sono davvero prove di civiltà extraterrestri?

Taured è una raccolta di leggende metropolitane, di storie paranormali fuori dal tempo, di universi paralleli con la musica rock, alla ricerca di dimensioni diverse che guardano oltre il muro dello scibile, nel trionfo della suggestione mentale, nella profondità dei bassi e nelle cadenze ritmiche, tra distorsione e melodia.

La verità è che, molto probabilmente, non sapremo mai cosa si cela dietro questi misteri, che continuano ad alimentare la viscerale curiosità dell’essere umano ed il suo desiderio di confrontarsi con i grandi misteri irrisolti del nostro pianeta.

Membri della band:

Vincenzo Morreale: chitarra

Daniel Mack Finocchiaro: batteria

Jacopo Di Pierro: basso

Davide Di Pierro: chitarra

Tracklist:

1- Lake Vostok

2- The Man of Taured

3- Wardenclyffe – Tunguska

4- Monolith

5- Fairies Circles

6- The strange case of Pier Fortunato Zanfretta

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