The Molotovs
Wasted On Youth
(Marshall Records)
30 gennaio 2026
genere: brit rock, brit pop, mod, punk, rock’n’roll, power rock
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Recensione a cura di Andrea Musumeci

Dopo una lunga gavetta tra locali e strade del Regno Unito, che ha permesso loro di affinare suono e personalità, e dopo aver condiviso il palco con Blondie, Iggy Pop e i Libertines, i The Molotovs – i fratelli Mathew e Issey Cartlidge – debuttano con l’album Wasted On Youth, pubblicato da Marshall Records.
I londinesi The Molotovs sono ancora teenager, ma sul palco si muovono con il carisma dei veterani. Il loro nome, evocativo e incendiario, incarna un progetto che punta tutto su ritmo, energia, melodie orecchiabili e presenza scenica. La loro cifra stilistica si ispira al trentennio d’oro del rock inglese – dagli anni ’60 ai ’90, dal beat dei Kinks all’elegante mod dei Jam, dal punk melodico e febbricitante dei Buzzcocks al brit-pop di Oasis e Supergrass – e trasforma le preoccupazioni del presente in canzoni intense e immediate.
Quella che, a un primo ascolto, può sembrare ruffianagine generazionale, sospesa fra revival sonoro ed estetica vintage, si rivela invece un modo irruente e nostalgico di leggere il qui e ora. Ne nasce un sound dall’anima rock’n’roll, fresco e diretto, al tempo stesso radiofonico, anthemico e coinvolgente, arricchito da ballad jangly-rock (Nothing Keeps Her Away), dall’estro frizzante del boogie-glam e dalla carica adrenalinica dei primi Arctic Monkeys.
Le undici tracce di Wasted On Youth sprigionano vitalità politica attraverso sonorità e atmosfere catchy, raccontando l’ansia di una gioventù, per sua natura, difficile da governare. Il titolo è già un manifesto d’intenti. Richiama l’aforisma attribuito a George Bernard Shaw, “youth is wasted on the young”: quando si è giovani, energia e tempo non sempre vengono spesi con consapevolezza.
I The Molotovs ne offrono una lettura contemporanea, mostrando i limiti di un’età preziosa ma fragile, condizionata da pressioni, distrazioni e sovraccarico informativo. Wasted On Youth diventa così un invito a non sprecare il tempo a disposizione.
I testi rafforzano questa visione. Se Get A Life invita a occuparsi della propria vita, Daydreaming spinge a svegliarsi dai sogni a occhi aperti, che spesso non collimano con le aspettative sociali. Popstar e Newsflash criticano l’ossessione per l’immagine, la carenza di autostima e il desiderio di approvazione, alimentati da disinformazione e bombardamento mediatico.
Geraldine rievoca con nostalgia il valore dei legami nel tempo, mentre l’incendiaria More More More riflette su apatia e insoddisfazione che portano a cercare eccessi inutili. Nothing Keeps Her Away affronta il rapporto distorto tra artista e fan quando l’ammirazione sfocia in ossessione. La titletrack e Rhythm Of Yourself invitano a restare fedeli a se stessi nonostante le occasioni mancate, fino all’incoraggiamento finale di Today’s Gonna Be Our Day, che sprona le nuove generazioni a recuperare una coscienza collettiva.
I The Molotovs trovano dunque un equilibrio fra tradizione e modernità, mostrando una freschezza espressiva che li rende credibili, anche riproponendo generi del rock britannico del passato. Wasted On Youth non è un debutto qualsiasi: è un album che parla di identità e responsabilità generazionale.
Tracklist:
1. Get A Life 2. Daydreaming 3. More More More 4. Come On Now 5. Nothing Keeps Her Away 6. Wasted On Youth 7. Geraldine 8. Newsflash 9. Rhythm Of Yourself 10. Popstar 11. Today’s Gonna Be Our Day
Membri della band:
Mathew Cartlidge: voce principale, chitarra
Issey Cartlidge: basso, voce

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